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Horus: l’inizio di una nuova avventura

La neonata startup genovese Horus promette di scalare la vetta e far parlare molto di sé. Abbiamo incontrato i suoi founder per farci raccontare la loro storia: com’è nata Horus e come grazie allo Startup Day potrà sfruttare il network di TAG per accelerare la crescita del proprio progetto.

L’avventura inizia a marzo, a circa un mese dallo Startup Day Vol. 2, quando a Saverio Murgia e Luca Nardelli viene proposto di creare un team per la competizione sfruttando le competenze insite nel network di Silicon Valley Study Tour (SVST), radicata iniziativa nel territorio genovese che da anni raccoglie e promuove studenti con alto potenziale di crescita.

Saverio e Luca decidono di mettersi in gioco e propongono per la competizione un’idea che coltivano da tempo. Decidono di completare il team con le competenze informatiche di Alessio Mereta (selezionato SVST 2014) e quelle economiche e di business di Carola Pescio Canale (TechScout in Silicon Valley e ora a Genova) e Benedetta Magri (selezionata SVST2014, come anche Saverio e Luca, ora residente nel Regno Unito), entrambe dotate di una forte indole imprenditoriale.

“Il progetto è nato un po’ per gioco, ma ha iniziato ad evolvere ad un ritmo frenetico”, ci raccontano: Horus è un dispositivo innovativo volto a migliorare la qualità della vita di persone ipovedenti o cieche. Horus è in grado di riconoscere lo spazio intorno a sè, e dare indicazioni precise attraverso un auricolare.

In poco più di un mese il Team si occupa dello sviluppo di alcune demo, di un business plan dettagliato, e di alcuni render del prodotto finito (grazie al contributo di Jacopo Grosso e Michele Serpe), definendo fin da subito un ambizioso percorso di crescita del prodotto.

Durante la competizione tenuta in Confindustria, la tensione gioca brutti scherzi: “abbiamo avuto qualche problema con il computer che si è bloccato ed un paio di intoppi informatici che hanno rischiato di compromettere la presentazione della demo che avevamo preparato”, ma alla fine la prova è stata superata!

Innovatività e fattibilità dell’idea sono valutate in modo molto positivo, e al team Horus viene assegnato il primo premio con il riconoscimento di un mese gratuito al Talent Garden, dove i ragazzi sono ormai di casa: ci confessano infatti di aver calcolato il loro piano finanziario inserendo tra gli affitti per la prima fase di sviluppo un pacchetto completo al TAG ;-)

Abbiamo chiesto loro quali siano i progetti per il futuro:

“questa è una fase molto delicata, in cui stabilire i rapporti con le persone giuste è fondamentale”, ci ha raccontato Carola,”grazie al network di TAG speriamo di velocizzare la fase di prototipazione e magari incontrare un investitore pronto a scommettere su di noi”.

Facciamo un in bocca al lupo a tutto il Team e contiamo di vederli presto al TAG Genova per sfruttare il meritato premio!

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